“Sono atterrato quasi alle due di notte, ora locale, e poi mi sono recato in una specie di Ostello a pochi chilometri dall’aeroporto. Noleggio moto? No, grazie. Per otto giorni a 25 dollari al giorno, su quelle strade, senza abbigliamento di ricambio (non potevo portarmi una valigia con stivali, pantaloni, giacca) passerò questa settimana andando alla “ricerca” di qualcosa di bello da vedere. D’altronde questa Grande Rotta deve essere anche un viaggio di divertimento. Domani mattina (mercoledì, ndr) andrò in stazione e salirò su di un treno diretto a nord del Laos. Cercherò un’agenzia, una guida per andare alla “scoperta” di questo Paese.” Così ci scrive Rosario appena arrivato e sistemato a Vientiane, la capitale. Caratterizzata da un’architettura coloniale francese che si alterna a templi buddisti come il Pha That Luang, un edificio dorato risalente al XVI secolo e considerato un simbolo nazionale, Vientiane si presenta ai visitatori con ampi viali e strade alberate dove sorgono molti templi degni di nota, come il Wat Si Saket, con migliaia di rappresentazioni del Buddha, e Wat Si Muang, costruito sopra un santuario indù. Più a nord si trova Luang Prabang, l’antica capitale del Laos. Si trova lungo le rive del fiume Mekong. È un luogo magico oggi riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Soggiornare qui dà la sensazione di calarsi poco a poco nella vera tradizione del Laos.  Da vedere il tempio di Phu Si con i suoi gradini che sembrano non finire mai e che ricompensano la fatica con albe e tramonti spettacolari, oppure Pac Ou (la Grotta dei Mille Buddha) raggiungibile con un viaggio in barca attraverso la foresta tropicale. Luogo sacro della tradizione buddista, cela al suo interno centinaia di statue dell’Illuminato e l’atmosfera antica di rituali dimenticati e ai monaci che all’alba percorrono le vie della città per ricevere le offerte dei fedeli ai mercati chiassosi e colorati che riempiono le strade di Luang Prabang.

     

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