Buongiorno da Rosario che sta preparando la sua Yamaha Tenerè per un tour nel Distretto del Mustang, in Nepal. “Pulizia e grasso catena prima dell’Alto Mustang” scrive “al volo questa mattina (ricordiamo sempre che laggiù sono quattro ore in avanti, dunque ora le due di pomeriggio) dall’officina dove l’ha portata per il check pre tour in quella regione dove a pochi chilometri dal Tibet, incastonato nella catena himalaiana, il Mustang è una delle regioni più remote del Nepal. Arrivarci è ancora un viaggio dal sapore antico, nonostante neppure un decennio fa sia stata inaugurata una strada che si inerpica faticosamente sui versanti delle montagne tra frane e ponti dissestati. Un viaggio che richiede pazienza, tempi lunghi e un buon spirito di adattamento L’approccio al Mustang parte necessariamente dalla capitale del Nepal, Kathmandu il punto di accesso dei voli intercontinentali. La città, che un tempo faceva parte della rotta hippy, è quella da cui si dipanano molti possibili itinerari montani, a piedi o in auto, e vari tour nelle diverse zone del Paese, caratterizzate da ambienti naturali, culturali e climatici estremamente diversificati fra loro. Il viaggio che si dirige verso il Mustang prevede un possibile volo interno, anzi due, per la verità. Lo scopo è quello di rendere il percorso più snello, per quanto possibile, almeno in andata. Si può prevedere così un ritorno tutto via terra (o optare anche per il contrario ovviamente, oppure per la medesima possibilità in entrambi i sensi di marcia). Da Katmandu esistono più voli aerei quotidiani in partenza per Pokhara, la seconda città più grande del Nepal, a quasi 900 metri di altezza e caratterizzata da una vegetazione tropicale. Bastano trenta minuti di volo, tempo permettendo, per raggiungerla. Può accadere, infatti, che i voli vengano cancellati, soprattutto durante il periodo estivo a causa dei monsoni. Poi Rosario ci farà un bel resoconto del Tour!