Dopo esser arrivato a Baku in Azerbaijan (viaggio di piacere, toccata e fuga), Rosario ci racconta: “Dopo la giornata di sabato 9 e la Festa in piazza Rossa per la vittoria nel secondo conflitto mondiale contro il nazifascismo e una temperatura di circa sei gradi, alle 5.30 di domenica mattina 10 sono andato all’aeroporto dove verso le 9 mi sono imbarcato per Baku. Tutto bene, tutto tranquillo, tre ore di viaggio e un’ora in più (tre rispetto all’Italia) rispetto a Mosca. Incontro Federico, una persona che avevo conosciuto e della quale oggi sono ospite, che ieri mi ha accompagnato dopo un giro a piedi fino al mare. Tornati in centro ho scattato qualche foto. Questa “tappa” era prevista inizialmente, ma poi a causa della congiuntura internazionale sono riuscito a farla solamente così. Desideravo tanto vedere qualcosa di questo Paese, mi fermo ma venerdì 15 prossimo tornerò a Mosca pronto a ripartire con la mia fida Yamaha!”

Lunedì 11 – Puntuale alle 7 del mattino ecco l’aggiornamento di Rosario: “Eccovi qualche immagine di Baku dove, all’esterno i palazzi sono anche belli da vedere ma, come potete capire all’interno sono ancora risalenti alla vecchia Unione Sovietica. Dire che sono due facce della stessa medaglia ci scrive Rosario – è la verità. Facciate bellissime, ristrutturate, ma dentro siamo rimasti agli anni ’80. Sale disadorne, arredi vecchi e fatiscenti per cui per me hanno badato di più all’apparire che all’essere. Qui dentro la gente si ritrova per andare a bere o mangiare qualcosa, giocare ma come si evince è tutto vecchio e in pessime condizioni. Forse l’importante è far vedere il bello fuori e dentro… accontentatevi, insomma!” Bene. al prossimo aggiornamento! Grazie a tutti!”

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