Rosario oggi, partito presto (ricordiamo il fuso orario di più sei ore) ha macinato altri 450 chilometri ed è arrivato a Dun Huang (Faro scintillante) nella prefettura di Jiuquan dove si fermerà un giorno. Si trova nella parte occidentale della provincia del Gansu lungo la celebre “Via della seta.” “Tuttavia – scrive – in autostrada le moto non pagano, gli automobilisti sono poco cortesi con i motociclisti (ma mi faccio capire parlando in dialetto trentino!) e ora, sistemato in albergo (costo dai 15 ai 25 €/notte) riposo. I Musei – prosegue – sono gratuiti, ho attraversato territori pieni di pale eoliche e pannelli solari nel deserto, ci sono continui controlli ma i costi, sia del cibo sia della benzina e carburanti sono inferiori all’Italia. La benzina si aggira sull’euro e mezzo e dovete sapere che i distributori, normalmente, sono recintati. Dunque per entrare si è controllati. Ma ora in questa regione si entra tranquillamente liberi. I cinesi, valli a capire, tutti alti un metro e mezzo!” E con una battuta sul cibo (mi manca polenta e coniglio!) Rosario per oggi ci saluta con i cinque euro e cinquanta taglio capelli fatto bene!

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