“Eccoci alla frontiera con la Cina – riesce con uno degli ultimi messaggi su WApp a raccontare Rosario – dove siamo fermi ormai da tante ore. È necessario fare la patente cinese, le targhe cinesi, superare i controlli e poi potremo proseguire il viaggio.” La frontiera è a Khorgas (o Korgas o Korgos), porto di terra strategico per la Repubblica cinese, dove solamente dieci anni fa c’era il deserto e oggi, invece, un grande porto di scambio sulla “nuova via della seta” situato al confine con il Kazakistan e la regione autonoma dello Xinjiang nella Cina nord occidentale. “Siamo sei ore avanti – prosegue Rosario – ma sono ben dodici che siamo fermi per i controlli. Siamo perché sono in compagnia di altri motociclisti che, come me, logicamente devono poter essere autorizzati a proseguire il viaggio. Domani macinerò altri chilometri fino a Kuytun, la città sempre nella regione autonoma dello Xinjiang e distante da qui circa 450 chilometri.”

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